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lunedì 20 aprile 2015

The Avengers (2012)

A due giorni dall'uscita di The Avengers - Age of Ultron, ho deciso di confrontarmi, finalmente, con quella sorta di pietra miliare (e bestia nera al contempo) che ha dato inizio a tutto: Avengers Assemble o The Avengers.
Voi potreste facilmente obiettarmi che il film dell'ormai lontano 2012 (ne è passato di tempo eh?) non fu affatto l'inizio, anzi! E allora potreste anche cominciare ad elencarmi i vari Iron Man, Captain America e Thor precedenti (esatto, gli Hulk non li prendo neanche in considerazione).
Eppure, a ben pensare, tutto è iniziato con gli Avengers.

Prima del 2012 mai avremmo pensato che qualcosa come Avengers Assemble potesse anche solo esistere: un film dove veniva concentrata la forza di non uno ma bensì sei protagonisti, senza contare antagonisti e personaggi "secondari" (chiamare il ciclopico Nick Fury personaggio secondario è un affronto). E non solo questi sei personaggi (tutt'altro che in cerca di autore) sono dotati di personalità forti e grandi esigenze narrative ma hanno tutti alle spalle la loro storia, i loro amori, i loro nemici. 
E' solo con Avengers Assemble che tutti quei piccoli o grandi indizi lasciati come molliche di pane nei film precedenti prendono davvero significato in qualcosa di grandioso per mezzi, potenziale e realizzazione. 
Sgaggiamocela un po' va...
Con Avengers Assemble il film, quei film, varcano la loro soglia bidimensionale (e non solo perché il film era in 3D) ed escono letteralmente dallo schermo per appropriarsi di un universo, il meraviglioso universo marvel, che ora lo spettatore sa esistente a prescindere che lui sia o meno davanti ad uno schermo: viene creato un mondo che continua ad esistere oltre la proiezione, oltre la tv o il laptop. 
Dopo il 2012 niente sarà più lo stesso, non per noi, non per Tony, Steve, Bruce, Phil, Nick, Maria...
Non è un caso che subito dopo viene lanciata Agents of S.H.I.E.L.D., la serie della ABC che settimanalmente ci porta notizie da quel mondo.

Non sono solo film, non è solo una saga. E' una realtà alternativa in cui i personaggi vivono a prescindere che siano ripresi o no.
Credo che sia superfluo, a questo punto, dire quanto mi piaccia tutto questo. 
In ogni caso, a prescindere dai gusti, dai pregiudizi, dalle preferenze, consiglio caldamente di guardare tutti i film (in ordine cronologico possibilmente e questo vuol dire partendo dal primo Captain America) e ammirare come la Marvel, senza che quasi ce ne accorgessimo, ha intessuto trame fittissime che finiscono per avvolgerci senza possibilità di fuga. 
La soluzione è una sola: arrendersi e godersi lo spettacolo.

Faccia a faccia... per la prima volta

Per questo film mi sono concessa l'edizione speciale blu-ray, il cofanetto cosiddetto steelbook, e, dato tutto lo sproloquio di poco fa, credo voi ben possiate capire il perché.

In questa edizione vi sono due dischi (cosa positiva dell'edizione italiana):
Disco Uno: Film + Contenuti Speciali:
  • Marvel One-Shot: Item 47: Due parole sui Marvel One-Shot. Sono dei corti che, sempre collegandoci a quanto detto prima, contribuiscono a creare quella sensazione di mondo completo attorno ai singoli film. Cosa succederebbe, ad esempio, se un'arma aliena fosse trovata da una coppia povera in canna?
  • Errori
  • Scene Eliminate ed Estese
  • Un Viaggio Visivo: uno speciale dietro le quinte che spiega come Whedon e il suo team hanno ricostruito il mondo degli Avengers, con focus sugli effetti speciali e le locations.
Disco Due: Contenuti Speciali.
  • Speciale Riunire gli Avengers: Uno speciale che approfondisce il team specialmente dal lato narrativo, focalizzandosi anche su ogni singolo eroe.
Lingue audio: italiano, inglese, hindi
Lingue sottotitoli: italiano inglese, rumeno
E' anche disponibile inglese per non udenti e non vedenti, cosa molto positiva.

Nel momento in cui scrivo, questo limited steelbook costa poco più di 24 euro e vi assicuro che sono assolutamente ben spesi.

Vi lascio con il trailer, dilettiamoci aspettando l'attesissimo Avengers: Age of Ultron!



mercoledì 12 novembre 2014

EIFF2014: Snowpiercer

20 Giugno 2014

Snowpiercer è un caso più unico che raro. L'unico film, che io sappia, ad essere uscito prima in Italia che nel Regno Unito. Eh già. Mentre mio padre, novello cinemaniaco, l'aveva già visto da un bel po', io, nella mia Edimburgo, ancora lo aspettavo con ansia, rosicando rosicando.
Ho avuto la mia chance di vederlo proprio all'Edimburgo Film Festival di quest'anno e ovviamente non potevo lasciarmelo sfuggire.

In un futuro non troppo lontano da noi la Terra ha subito una seconda glaciazione e da anni tutta la popolazione superstite vive su un treno a moto perpetuo che ne garantisce la sopravvivenza. Purtroppo l'idillio è svanito da tempo: ora la star grande maggioranza dei passeggeri risiede nella coda del treno nella miseria, in condizioni umane disastrose, trattati quasi come animali da coloro al comando.
Quando due bambini, gli ultimi di una lunga lista, vengono scelti per un misterioso compito alla testa del treno, questa popolazione già al limite sfonda gli argini che la conteneva dando così inizio alla rivolta.

Tilda Swinton
Comincerà così una lunga e faticosa risalita verso la testa del treno per ribaltare Wilford, capo di questa nuova società e causa di ogni male che la popolazione sta ora soffrendo. I rivoltosi, vagone dopo vagone, vengono a contatto con quanto gli era stato fino a quel momento precluso, il cibo che da anni non vedono, il lusso sfrenato dei privilegiati, la vita cui non hanno mai avuto accesso.

Tratto da una graphic novel, Snowpiercer è un film post apocalittico che ci costringe ad affrontare faccia a faccia la nostra umanità più profonda, con le sue scelte, anche sbagliate, estreme, che la disperazione può dettare. Il tutto convogliato, è proprio il caso di dirlo, verso un finale che il pubblico non si aspetta, lasciandogli l'amaro in bocca.

L'intensità del cast aiuta gli spettatori ad immergersi nella vicenda, guidati, proprio come i rivoluzionari, da un Chris Evans oscuro e anti-eroico, che si spoglia totalmente delle vesti di Capitan America per abbracciare un ruolo complesso in cui si destreggia con maestria, dimostrando le sue grandi capacità attoriali. Nel cast anche un fantastico Jamie Bell, ex Billy Elliott, che ci regala attimi di triste ironia, il premio oscar Octavia Spencer (The Help), la poliedrica e trasformista Tilda Swinton e il grandissimo John Hurt.

Insomma un film che consiglio caldamente e già disponibile in DVD e Blu-Ray, tra l'altro nell'interessantissimo (e unico) formato del doppio disco. Non ne posseggo personalmente una copia ma eccovi i contenuti speciali dell'edizione DVD in briciole:

  • Trailer
  • Spot TV
  • Promo
  • Le Scenografie
  • Gli Effetti Visivi
  • Dietro le Quinte
  • I Personaggi
  • Conferenza Stampa
  • Photogallery

Le lingue sono l'inglese e l'italiano (entrambi anche in Dolby Digital) con la possibilità di sottotitoli per non udenti in italiano.
John Hurt, Chris Evans e Jamie Bell
Insomma, un'edizione davvero ricca per un film assolutamente da vedere. Al fondo potrete trovare i link diretti ad Amazon e per ora vi lascio con il trailer... Enjoy!




domenica 29 giugno 2014

EIFF2014: #ChicagoGirl - The Social Network Takes On a Dictator

Un documentario sensazionale che segue per due anni la vita di Ala, una diciannovenne siriana che vive negli Stati Uniti. Ma Ala non è una ragazza come tutte le altre. Ala coordina dal suo laptop la rivoluzione civile in Siria.

Grazie all'utilizzo dei social network Ala riesce infatti ad organizzare e mettere in contatto gruppi rivoluzionari, la maggior parte dei quali sono ragazzi suoi coetanei, che si ritroveranno poi nelle strade per dare voce ad una generazione che è stanca di stare a guardare un governo dittatoriale.
Molti di questi giovani sono studenti, istruiti, magari hanno  anche studiato all'estero, medici, giornalisti, filmmaker che hanno intuito che il mondo online è uno dei più importanti mezzi di comunicazione e che hanno imparato ad usarlo in modo da aggirare il blocco della stampa che il governo a messo in atto quando le rivolte sono iniziate.
Cellulari, videocamere, computer diventano i testimoni della voglia, dell'ardore che questi giovani hanno per la libertà a costo della loro stessa vita.
Attraverso le immagini raccolte da questi stessi ragazzi il film documenta una lotta senza riserve, piena di coraggio e paura al tempo stesso.

Ala al lavoro
Non sono una grande fan dei documentari ma questo è semplicemente meraviglioso, toccante, intenso. Racconta una verità scomoda, che non tutti vogliono sentire ma proprio per questo vale la pena di essere visto, deve essere visto, condiviso, proprio come i filmati che i ragazzi siriani trasmettono su youtube o Facebook.
Deve essere condiviso.
Pur non essendo di una durata eccessiva, il fatto che copra due anni della vita delle persone coinvolte permette allo spettatore di conoscerle, quasi di crescere con loro. E, purtroppo, in due anni molte cose possono succedere...

Alla fine stavo piangendo come una fontana. Con singhiozzi e lacrimoni.

Davvero un film da vedere.

Eccovi il trailer...


lunedì 23 giugno 2014

EIFF2014: The Anomaly

In un futuro non troppo lontano, Ryan si risveglia nel retro di un furgone in movimento. Non sa come sia arrivato li è con lui c'è un ragazzino, Alex, che è stato evidentemente rapito.
Riuscito a scappare con il piccolo prigioniero, Ryan inizia una fuga per le vie di Londra per cercare di salvarsi entrambi, mentre misteriosi uomini in nero si accaniscono al loro inseguimento. Quando è il momento di affrontare i criminali, Ryan sfoggia incredibili capacità di combattimento, riuscendo a neutralizzarli. 
Tutto questo dura all'incirca 9 minuti.
Quando quello che sembra il capo della banda raggiunge il luogo della lotta, si rivolge a Ryan come se lo conoscesse da tempo.
Pochi secondi dopo, Ryan sviene, come vittima di una specie di cortocircuito.
Così si apre lo sci-fi thriller The Anomaly, diretto ed interpretato da Noel Clarke, volto noto per le sue apparizioni in Doctor Who e Star Trek: Into Darkness.

9.47 minuti è il tempo di coscienza di se stesso che Ryan ha e che deve usare per cercare di mettere insieme i pezzi di quel puzzle che è diventata la sua vita. 
Ben presto si rende conto di essere controllato, che nei momenti in cui non è più lui c'è qualcun altro che agisce per conto suo, si rende conto di aver avuto parte attiva nel rapimento di Alex e ora cerca con tutte le sue forze di fare ammenda cercando di trovarlo.

Tutto il film è girato dal punto di vista di Ryan: ci svegliamo con lui, siamo partecipi della sua confusione e del suo smarrimento ogni volta che prende coscienza in un luogo e in un tempo diverso.

Noel Clarke in una scena

La proiezione cui ho assistito è quella che ha seguito il Red Carpet (di cui potete vedere le foto sulla nostra pagina Facebook) e immediatamente dopo vi è stato un interessantissimo Q&A con Noel Clarke e l'attore Niall Grey Fulton.
Entrambi hanno precisato che questo è un low budget film eppure sembra una di quelle grandi produzioni hollywoodiane che ora siamo così abituati a vedere al cinema. Devo dire che il risultato ottenuto è davvero sbalorditivo: il film non ha nulla cui invidiare agli altri film contro cui compete che sicuramente sono costati di più.

La storia è coinvolgente e insolita, trattata con attenzione: pur essendo frammentaria lo spettatore non ne perde il filo e anzi proprio la sua non regolarità aiuta a simpatizzare con il protagonista, a venire coinvolti nella sua vicenda che ad un certo punto sembra impossibile di soluzione.

Altra informazione davvero interessante venuta fuori durante il Q&A: tutte le numerose scene di lotta sono state girate in one shot, vale a dire senza stacchi d'inquadratura, senza pause ma tutto in un'unica azione. Questo significa che se una scena non incontrava le aspettative del regista o vi era qualcosa di sbagliato era necessario ripeterla dall'inizio. I combattimenti sono stati coreografati in modo davvero spettacolare e alcuni degli avversari del protagonista erano lottatori professionisti. 

Un altro film che mi è piaciuto e per cui non mi sono pentita di aver PAGATO per il biglietto (e si, mi sono mossa tardi è il film era molto gettonato). Lo consiglio se volete un po' di azione innovativa.

Vi lascio con il trailer...




mercoledì 4 dicembre 2013

31TFF - All Is Lost

Altro giro, altra corsa, altra folla. Questa volta era quella ancora più interminabile per All is lost, la più recente fatica di mister J.C. Chandor. Premessa n° 1: a me, mister Chandor, garba non poco. Il suo debutto sul grande schermo fu nel 2011 con il sottovalutato Margin Call, un appassionante thriller sulla crisi economica americana, la cui sottoscritta ha non solo apprezzato, nonostante la presenza del Danny di Gossip Girl (WTF?) tra il cast, ma addirittura capito. Ci tenevo particolarmente quindi a vedere questo film, seconda produzione di un giovane regista ingiustamente trascurato. Premessa n° 2: la disposizione d’animo con cui sono entrata in sala probabilmente ha penalizzato la prima parte della visione, che ci ha messo un po’ a convincermi. Ma chi può darmi torto? Mi metto in fila con tre quarti d’ora d’anticipo, sono in pole position, occhi negli occhi col tamarro che strappa i biglietti, già pregusto la poltrona più centrale della sala e…mio fratello, accompagnatore d’occasione nonché possessore dei biglietti, arriva in vergognoso ritardo dopo aver cercato posteggio per mezz’ora, perché sia mai di spendere soldi e lasciare l’auto nel parcheggio sotterraneo. Bene. Ciao poltrona super centrale e ciao primo posto in coda, benvenuto unico spazio libero alla sinistra più sinistra della sala. Si può affrontare in questo modo la visione di All is lost? No, infatti. 

Ecco, forse è meglio spendere due parole su che cos’è esattamente All is lost.

All is lost (a cui i pubblicitari italiani hanno aggiunto l’astuto sottotitolo Tutto è perduto), è sostanzialmente una sfida: è una sfida per Chandor, che nonostante l’embrionale esperienza si lancia in una delle prove più difficili nella carriera di un regista; è una sfida per Redford, l’our man che da solo tiene le redini di una vicenda che grava esclusivamente sulla sua fisicità; è una sfida per lo spettatore, che per quasi due ore assiste impotente alle tragiche vicissitudini del protagonista.  
Esatto, All is lost è un one man show. E lo show è quello emozionante di Robert Redford, taciturno padre di famiglia che da solo s’imbarca per gli oceani e che proprio tra quelle acque rischia di morire.
Chandor non spende né tempo né parole in presentazioni, e introduce il personaggio direttamente sulla barca, direttamente in mezzo al mare. Redford sta navigando indisturbato tra le acque dell’Oceano Indiano, quando un container alla deriva urta la sua imbarcazione e apre uno squarcio nello scafo. Il problema, prontamente risolto dalla sua esperienza e abilità, è però solo il primo di una serie di tragici incidenti che riducono gradualmente le sue possibilità di sopravvivenza, in un magistrale climax di tensione che serpeggia palpabile tra il pubblico in sala. Redford non parla, non parla mai, si lascia scappare una sola esclamazione disperata quando la tensione è ormai quasi insopportabile, e con tenacia, caparbietà e imperturbabilità affronta la sua personalissima lotta contro la natura. 


Sta arrivando una tempesta...

Ecco, è proprio l’imperturbabilità del personaggio l’elemento che mi ha sorpreso e poi convinto: mi aspettavo un Redford più “espressivo”, che non potendo comunicare attraverso la voce rivelasse le proprie emozioni attraverso il viso, e questa sua impassibilità, così paradossale visto il pericolo che andava affrontando, non mi sembrava credibile né verosimile. Ma più la vicenda procedeva, più la sua situazione diventava disperata e l’angoscia attraversava la sala, ho visto in quell’imperturbabilità uno dei punti di forza del suo personaggio e del film stesso: Redford è un solitario, salpa per l’oceano senza compagnia e non parla, non esprime emozioni attraverso la voce e linearmente con il suo personaggio non lo fa neanche per mezzo del volto. L’intera pellicola si piega allora alla sua personalità: l’accompagnamento sonoro è centellinato e destinato solo ai momenti più cruciali, le inquadrature sono asciutte e la fotografia curata ma realistica.
Difficile tenere alto un ritmo scandito dagli eventi più che dai dialoghi o dalle musiche, ma alla fine del film le luci si riaccendono e il pubblico ci mette un po’ a tornare alla realtà. 
Chandor vince la sfida.

A voi il trailer, ma non fatevi ingannare: quelle che sentite sono le uniche battute del film.


martedì 18 giugno 2013

EIFF2013: The East

Bene. Direi che questo film festival è iniziato alla grande, per me.
Alle 8.30 di questa mattina ero già sulla via del cinema (Cineworld, che è proprio dietro casa mia, cooool!) per il mio primo film, The East.

Un'agenzia di sicurezza privata infiltra la giovane e ambiziosa Sarah nella cellula eco-terrorista The East, che ha nel mirino compagnie petrolifere e farmaceutiche, colpevoli di contaminare l'ambiente e la società. Il loro scopo è quello di riportare l'attenzione e gli effetti delle loro azioni direttamente sui diretti responsabili, i grandi manager e i dirigenti di tali aziende, interessati solo ai guadagni.

La protagonista Brit Marling
Sarah è addestrata e studia il caso da mesi ma non è assolutamente preparata ad affrontare quello che si trova davanti. Pian piano, infatti, viene sempre più coinvolta nella vita della comunità, cominciando a capirne a condividerne gli ideali, seppur continuando a non supportare i loro metodi.
Questa esperienza la porterà a mettere in discussione tutta la sua vita e le sue decisioni passate, portandola a chiedersi chi siano davvero i "buoni" e i "cattivi", sempre che una risposta chiara esista a questa domanda.

Sebbene non ci siano gli elementi caratterizzanti dei classici thriller adrenalinici, questo film tiene incollati alla poltrona per tutta la sua durata, trasportando lo spettatore nello stesso turbinio di emozioni e confusione che coinvolge la protagonista, portandolo a porsi le stesse domande che lei si pone e mettendo in questione la propria moralità.
La questione eco-terrorismo è sempre delicata: questo tipo di organizzazioni sono mosse da ideali senz'altro nobili ma sono disposti a tutto pur di far sentire la loro voce.
Il film mantiene efficacemente questa duplicità, portando lo spettatore esattamente nel mezzo di tale questione e spingendo fino al punto che l'ago della moralità sballa senza trovare un equilibrio: impossibile schierarsi, patteggiare per nessuna delle parti coinvolte, ma al tempo stesso si comprendono meglio i fili che muovono questo delicato sistema.

Ellen Page e Alexander Skarsgard
Un cast di attori eccezionali supporta magistralmente questa delicata trama morale: Ellen Page dà un'interpretazione da manuale, Patricia Clarkson è come sempre perfetta e Alexander Skarsgard, presente con ben due film a questo festival, dimostra definitivamente di non essere soltanto un vampiro sexy ma anche un attore superbo e intenso, leader terrorista capace di far vacillare anche la morale più forte.
La protagonista Brit Marling esprime perfettamente la duplicità del suo personaggio, la scissione che ad un certo punto avviene nella sua personalità, la difficoltà di continuare la propria vita a fronte dei nuovi eventi vissuti.

Insomma un film che consiglio caldamente, che porta a pensare e porsi quelle domande scomode ma necessarie.
 Sì, questo film festival è proprio iniziato alla grande.

Vi lascio con il trailer originale


sabato 8 giugno 2013

Star Trek - Into Darkness (2013)

Credo che dovrei farmi qualche domanda sul mio livello di "geekitudine". Dato che volevo vedermi questo film (non posso perdermi nemmeno un'interpretazione del mio adorato Benedict) ovviamente mi sono vista il primo capitolo: con mio stesso stupore mi è piaciuto, e molto.
I giorni che hanno precedutola visione del secondo film sono stati costellati da gridolini tipici delle fan più scatenate alla vista anche di un piccolo fotogramma del trailer, un'eccitazione che è esplosa in sala (e che acuiva ogni volta che anche solo sentivo la profonda voce di Ben...).
Si, qualche domanda devo farmela...
Per ora glisso sapientemente sull'argomento e porto la vostra attenzione lontano da me, parlando del film (che era anche ora...).
Secondo la mia modesta opinione il lavoro di mister JJ con questo classico della fantascienza è superbo. Il materiale era molto, variegato e potenzialmente esplosivo, con milioni e milioni di fans in tutto il mondo, e non fans qualsiasi, ma persone che hanno amato Star Trek talmente profondamente da essere degli esperti nel settore, persone pronte a giudicare ogni passo di un regista contemporaneo che mette mano al loro tesssoro.
Insomma: un pubblico difficile con cui rapportarsi.
Oooooooh Benedict...
Ma non c'erano solo i sempreverdi affezionatissimi da convincere, bisognava anche catturare tutta quella parte di audience a cui di Star Trek non poteva fregare di meno, quelli che a malapena sapevano cos'era l'Enterprise.
E in qualche modo il buon Abrams ce l'ha fatta: ne sono venuti fuori due film spettacolari, capaci di tenere l'attenzione dello spettatore, coinvolgerlo nelle nuove avventure di personaggi vecchi decenni.
Questo secondo capitolo, poi, supera il primo: più battute, più divertimento e un cattivo con i controcosiddetti, ma soprattutto una trama che ti coinvolge, portandoti a sussultare ad ogni svolta della storia, sempre incerta e non convenzionale. Come in una spy-story cominci a sospettare di tutto e di tutti... mentre Simon Pegg con uno strepitoso accento scozzese dà il meglio di sè, facendoti ridere di gusto. Insomma un cast strepitoso per una storia coinvolgente.

L'equipaggio dell'Enterpise con JJ Abrams

Risultato? Un film godibile per tutti che consiglio calmante in lingua originale: è in originale che Cumberbatch dà il meglio di sè...


Vi lascio con il trailer e... attendo le vostre impressioni! Enjoy!


giovedì 22 novembre 2012

Scott Pilgrim vs The World (2010)

In amore vince chi lotta

…Si era detto di non essere prolisse sulla recensione del film, vero. Si era detto di focalizzare l’attenzione più sull’edizione dvd che sulla pellicola in sè, vero anche questo. Ma come fare a riassumere Scott Pilgrim in poche righe? (Ok, con Memento ci sono riuscita - e obiettivamente è un film dai contenuti senza dubbio maggiori  – ma per Scott Pilgrim c’è dietro una componente affettiva che comincia dal fumetto e finisce con un’adolescenziale cottarella per Michael Cera. Cottarella di cui gran parte delle persone non ne comprende la causa, e onestamente ne sono stranita io stessa, ma al cuore mica si comanda). Quindi niente, vi beccate anche una mezza recensione del film. 

Ventidueenne disoccupato e senza alcuna prospettiva di vita, Scott Pilgrim fa il bassista in una band indie rock dal nome Sex Bob-omb e si divide tra feste, prove col gruppo e appuntamenti pseudo galanti con una liceale cinese. Un pomeriggio come tanti la sua monotonia viene a sconvolta da un incontro inatteso: Scott incontra Ramona Flowers, la ragazza dei suoi sogni. Scocca la scintilla, e i due cominciano ad uscire insieme. Storia trita e ritrita, sembrerebbe. Con un piccolo inconveniente però: i due colombi potranno professarsi reciproco amore ad una sola condizione; se, e solo se, Scott riuscirà a sconfiggere i sette malvagi ex di Ramona, coalizzatisi contro di lui e venuti in massa a rivendicare la ragazza. Questi i soggetti:

Michael Cera (Scott Pilgrim) e Mary Elizabeth Winstead (Ramona Flowers)

Scott Pilgrim è un film totalmente fuori dagli schemi. Del resto, quella di Edgar Wright è la concreta trasposizione cinematografica di uno dei graphic novels più amati e anticonvenzionali degli ultimi anni. Che al contrario di lavori fumettistici come Watchmen o Sin City però, deludenti una volta messi su pellicola, entusiasma e fa divertire anche chi, prima della sua uscita nelle sale, di Scott Pilgrim non aveva mai sentito parlare. Sarà perché Wright trasferisce letteralmente il fumetto sullo schermo. Sarà perché si serve di espedienti grafici tipicamente fumettistici che rendono la pellicola ancora più fedele all’originale. Sarà perché l’intera vicenda ruota attorno a situazioni paradossali affrontate con assoluta serietà da parte dei protagonisti. Ma non solo: il film è anche un continuo rimando al mondo dei videogames, per soluzioni stilistiche e citazioni più o meno dirette (una gioia per gli occhi degli amici nerds). Penso ai combattimenti alla moviola con annessa videocronaca e punteggio raggiunto; alla pioggia di monetine che si riversa sul protagonista alla vittoria; alla barra di potenza ai lati dello schermo con numero di vite rimaste. Scott Pilgrim è un film indubbiamente insolito e fuori dalle righe, ma secondo me fa centro proprio per il suo essere tanto audace.  

D'accordo, fine del panegirico. E adesso, edizione dvd. Un’edizione dvd con menù interattivo che si compone di:
  • Commento al film del regista Edgar Wright, dello sceneggiatore Michael Bacall e dell’autore del fumetto (*__*) Brian Lee O’Malley. Una noia mortale. Davvero. E dire che sono sempre stata una baldanzosa sostenitrice degli extra con commento…
  • Scene eliminate. Una caterva di scene eliminate anche queste potenzialmente visibili con commento (non fatelo), tra cui addirittura un finale alternativo.
  • Errori sul set.
  • Photogallery&credits.
  • E, e questa è la perla, il cosiddetto quiz: una riproposizione dell’intero film con tuuuuuutti i segreti dal set, inseriti sotto ogni fotogramma come fossero sottotitoli. Questo sì che vale più del commento!
I sottotitoli disponibili sono l’italiano, l’inglese e il francese, idem per le lingue. Sul prezzo io non faccio testo, mi sono accaparrata questo dvd all’incredibile cifra di 3 euro in occasione di una svendita per il fallimento di Blockbuster, ma online lo si trova a 7,90 e…niente, va preso lì, nei negozi il prezzo sale e diventa fin eccessivo. Ciò detto vi lascio con un qualche estratto dal film: 



Scott Pilgrim Vs The World-"He just left"



Scott Pilgrim Vs The World-"I gotta pee on her"


E questo è il trailer:



PS. Va assolutamente visto in lingua originale, la vocina di Michael Cera è impagabile!


martedì 6 novembre 2012

Drive

Un film che ha fatto discutere. Chi gridava al capolavoro, chi lo definiva... ... in altri modi. Quando l'ho visto al cinema ho avuto la sfortuna di sorbirmi i commenti di chi si aspettava di vedere un nuovo Fast and Furious (face-palm). Io sicuramente appartengo alla prima categoria, quella che è rimasta sbalordita da un film sorprendente.
Non dimentichiamoci che ha vinto la Palma d'Oro come miglior regista a Cannes.
La storia di questo Driver, mai identificato in altro modo, stuntman di giorno e autista di ladri di notte ti sbalordisce per la sua semplice crudeltà, mentre scende sempre più in un baratro di criminalità che non ha scelto lui. Non ci sono fronzoli, non ci sono eccessi, è tutto così com'è, anche le scene più crude sono esattamente come dovrebbero essere, e disturbano, si, ma allo stesso tempo sono così perfettamente inserite nella trama che si riesce quasi a giustificare il protagonista nel compierle, facendolo diventare una sorta di macabro angelo custode, che agisce per il bene di chi ama.
I dialoghi sono quasi poetici per una storia che citando gli stessi protagonisti, è una sorta di sogno che si trasforma in incubo.
Ryan Gosling, come se avessimo bisogno di ulteriori certezze, si riconferma come uno dei migliori attori della sua generazione , e non solo, e questo in un film i cui dialoghi stanno praticamente a zero.
Nel film c'è anche Bryan Cranston. Voi direte: "Chi??" E io rispondo che Mr Cranston è nientepopodimenoche l'amatissimo padre un pò folle della spettacolare serie tv Malcolm in the Middle, ora protagonista di un'altra serie di successo, Breaking Bad, e lanciato, sembra, verso una carriera tutta in ascesa. Continua così Bryan!
Non dimentichiamoci poi di una colonna sonora STRE-PI-TO-SA!!

Ho preso questo dvd all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, quindi per me ha già di per sè un valore tutto particolare.
Nella sezione extra possiamo trovare:
  • Interviste: le interviste al cast. Sono molte e ognuna a sé stante, cosicché potete visionare subito quelle per voi più interessanti. Veniamo così accompagnati dai protagonisti stessi dietro la cinepresa, mentre analizzano i loro personaggi, come hanno lavorato per portarli in vita. Interessante anche le testimonianze del resto del cast sulle performance di chi viene intervistato e su come hanno lavorato insieme. In ordine, troviamo: Oscar Isaac, Albert Books, Bryan Cranston, Carey Mulligan, Christina Hendricks, Nicolas Winding Refn, Ron Perlman, Ryan Gosling. Personalmente queste interviste mi hanno addirittura emozionato!
  • Trailer
  • Stunts: interessantissimo extra in cui spiegano come sono state costruite e poi girate le scene di prodezze alla guida che spadroneggiano nel film. Ryan Gosling è stato addestrato da veri stuntman automobilistici mentre la "cinepresa diventava l'autista", la macchina da presa è stata montata sulle auto per far si che lo spettatore riuscisse perfettamente a immaginarsi alla guida.
  • Los Angeles: il film è stato completamente girato nella Città degli Angeli, per mantenere la veridicità del libro da cui è tratto e quindi della storia stessa, aspetto questo a cui il regista, Gosling e la troupe tenevano molto. In questo modo viene mantenuta anche un'atmosfera noir che sembra riecheggiare film degli anni '40 o '50, trasformando la città stesa in un ulteriore personaggio. Qui viene spiegato come possa essere difficile ambientare un film in questa città e i problemi cui la produzione ha dovuto far fronte.
  • Credits
Le lingue sono l'italiano e l'inglese mentre i sottotitoli  sono in italiano e italiano per non udenti.
Potete trovarlo a poco più di 6 euro su Amazon, intorno ai 9 nei negozi.
Tornando a consigliare questo film, vi lascio il trailer in lingua originale... ormai lo sapete che sono una fan della lingua originale ;-)







domenica 16 settembre 2012

The Losers (2010)

Un action movie che mischia molto bene azione e comicità. La trama ricorda un pò quella del mitico A-Team: cinque soldati che vengono incastrati per un attentato che non hanno commesso e che sono quindi costretti alla latitanza, in cerca di un modo per tornare a casa. Il cast è eccellente e si destreggia bene fra sparatorie e scene d'amore e non mancano battute di spirito e gag esilaranti.
Senza troppe pretese, è un film godibile per tutti, da serata all'insegna di un buon divertimento.

L'edizione dvd propone come extra solamente uno speciale su Zoe e The Losers - Come Zoe Saldana riesce a tener testa all'adrenalinico cast del film, interessante approfondimento sull'unica protagonista femminile che dà modo di curiosare anche nel dietro le quinte della produzione.

Le lingue sono l'italiano e l'inglese, le stesse dei sottotitoli per non udenti, mentre altri sottotili si possono avere in olandese, arabo, greco, ebraico e islandese.

Il costo è davvero contenuto, poco più di 6 euro su Amazon.

Qui il trailer del film, in lingua originale.